mercoledì 27 dicembre 2017

La "Pizza e Minestra"

Il piatto tipico della cucina contadina valvese.
Ingredienti: farina di mais, olio evo, sale, pepe, acqua bollente, foglie di cavolo per la cottura a focolare, verdure di campo (cicoria, borragine, sevone “sonchus oleraceus”, scarola, cavolo, cicoria di vigna, prezzemolo, finocchio selvatico, bietola), aglio, peperoncino. 


Lavare, lessare e scolare le verdure. In una pentola capiente soffriggere con olio evo uno spicchio d’aglio e del peperoncino. Aggiungere le verdure, salare e far cuocere con un po’ d’acqua a fuoco moderato per 20 minuti.

Nel frattempo, in una ciotola impastare la farina di mais con un pizzico di sale, olio e pepe a piacere, aggiungendo man mano acqua bollente. L’impasto deve risultare omogeneo e della giusta consistenza.




Stendere l’impasto a forma di pizza su una graticola girevole coperta da una foglia di cavolo sul fuoco dei carboni (in mancanza cuocere in padella con olio già a temperatura o ancora in una teglia nel forno), ricoprire con un’altra foglia di cavolo e cuocere da entrambi i lati.


Una volta formata la crosta su entrambi i lati, aggiungere alle verdure in cottura la pizza, frantumandola in pezzi medio-piccoli. Amalgamare il tutto mescolando con una cucchiaia di legno e lasciar cuocere per alcuni minuti.



Lasciar riposare per altri 5 minuti e servire aggiungendo un filo di olio crudo e peperoncino piccante a piacere...

e Buon Appetito



La minestra "sperta"...



mercoledì 23 novembre 2016

giovedì 20 ottobre 2016

Metempsicosi di una Statua

Le anime di Amore e Psiche magicamente trasmigrano dal gruppo scultoreo di Villa d’Ayala per reincarnarsi nei panni dell'Angelo Hermes e della Fatina Iris nell'emozionante e commovente racconto fantasy, già premiato in diversi concorsi letterari, della scrittrice Mirella Merino. 

La favola, ricca di perle di saggezza e suggestioni, stimola il lettore a riflettere sul vero e intrinseco valore dell’esistenza umana. Un libro da non perdere.






Il gruppo scultoreo Amore e Psiche di Villa 
d’Ayala trae, senz’altro, ispirazione dalla splendida tela Le ravissement de Psyché datata 1895 del pittore francese William-Adolphe Bouguereau, a cui l’anno successivo si ispirò anche lo scultore, suo connazionale, Henri Godet per realizzare la sua scultura in bronzo Cupide & Psiche.
Cupide & Psyche

Le ravissement de Psyché



E, infine, ritroviamo, in un gioco di continui richiami, il dipinto a olio del pittore francese riprodotto in copertina in una edizione BUR del libro L’Asino d’oro di Apuleio in cui viene narrata la favola di Amore e Psiche. 
Un intreccio, in una dimensione senza tempo, di personaggi, storie e luoghi da cui emerge la magia e l’incanto di Villa d’Ayala… “Erant in quadam civitate rex et regina…”.


venerdì 21 dicembre 2012

Ritorna, dopo tanti anni, la fontana a la chiazza.

La nuova fontana è stata già portata in Piazza Vittorio Emanuele e nei prossimi giorni sarà collegata alla rete 

Una fontana ... che raffigura il continuare della vita e che richiama alla memoria momenti e immagini del tempo andato. 

Un piacevole e gradito regalo ... un Natale più bello ...